Saluto ad Attilio Crestani di Mario Faggion

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Thiene, giovedì 11 maggio, funerale di Attilio Crestani.
Saluto di Mario Faggion, già presidente provinciale dell’ANPI di Vicenza, al termine della Messa nel santuario della Madonna dell’Olmo.
Per Attilio Crestani “Tilietto – Schiratto” – (1922 – 7.5.2017 – 95 anni)
• Siamo venuti numerosi, con le nostre bandiere (dell’ANPI, dell’AVL, dell’ANCR); tante perché Attilio è un uomo noto e stimato ed è stato decorato di Medaglia di Bronzo al V.M. per l’attività nella Resistenza e c’è il labaro dell’ANPI provinciale con le sue medaglie a salutare per l’ultima volta Crestani, “Tilietto” come nome di battaglia anche “Schirato” (scoiattolo) per la sua prontezza, velocità e intelligenza nelle azioni: Attilio è stato un “combattente per la libertà e la giustizia” del Gruppo del Chiavone” della Brigata Mazzini; siamo qui ad onorarlo e anche ad esprimere la nostra solidarietà e il nostro cordoglio alla moglie Mariola Micheletto (al suo fianco nel matrimonio da 66 anni, ma con oltre 72 anni di conoscenza, avendola incontrata per la prima volta nell’ottobre 1944 durante la Resistenza), alle figlie Loretta e Anna Susi, ai generi, agli amati nipoti e a tutti i suoi Cari.
• Di Attilio parlano alcuni libri della Resistenza a Thiene e nei centri della Pedemontana (Fara Vicentino, Salcedo, San Giorgio di Perlena, Lugo, Calvene); il prof. Liverio Carollo ha raccolto le sue memorie in un testo uscito nel 2012 “Dall’Isonzo al Chiavone”; i suoi uomini di riferimento e comandanti sono stati Rinaldo Arnaldi “Loris” Medaglia d’oro al V.M., caduto il 6.9.1944 e il dottor Luigi Zoso (dall’ottobre 1944 alla Liberazione).
• La sua storia di combattente è conosciuta; è giusto tuttavia sottolineare alcuni tratti della sua personalità, dei suoi ideali, della sua esperienza nella Guerra di Liberazione, nel lavoro, nella famiglia, nella società.
• Nato a Contrada Bielli di Conco nel 1922 in una famiglia povera, con poca terra fertile, ha condiviso subito con i suoi genitori, le sorelle e i fratelli le ristrettezze e i disagi; così ha sviluppato fin da piccolo il “senso della famiglia” e l’impegno di tutti i suoi componenti ad aiutarsi, a sostenersi, a superare insieme le difficoltà. E questo “legame solidale” lui l’ha rafforzato nella casa delle Roste, in fondo al Chiavone Bianco, tra Fara e Salcedo, dove la famiglia si è trasferita nel 1928.
• Attilio ha frequentato la scuola elementare a Salcedo fino alla quarta, poi ha seguito tre anni la scuola serale con il prof. Giovanni Gasparotto, che ha contribuito alla sua formazione nell’adolescenza.
• Per la famiglia, nel frattempo, Attilio è stato custode di capre, aiutante contadino da Matteo Pavan, segantino (falciatore di erba a contratto) in Altopiano, recuperante, raccoglitore di nocciole, venditore abusivo di tabacco in foglia e altro ancora; così, con il contributo di tutti i suoi, la famiglia ha potuto comperare la prima mucca, poi un po’ di terreno e infine due mucche. In questo modo si è formato alla vita.
• Nella sua formazione, egli afferma, hanno contribuito i genitori, il prof. Gasparotto antifascista, Matteo Pavan (datore di lavoro, uomo di grande equilibrio), Nino Rodighiero che gli parlava di Matteotti (ecco la sua adesione all’ideale socialista) e gli incontri in contrada Chiavone, i filò nella stalla dei “Boneto” (di Pietro dalla Vecchia).
• Attilio è cresciuto coltivando i valori della famiglia, della solidarietà, della libertà dall’oppressione, della giustizia.
• L’esperienza della guerra in Slovenia (dal gennaio 1942 all’8 settembre 1943) ha contribuito alla sua maturazione di uomo e l’ha guidato nella scelta di entrare subito (il primo incontro a Fara c’è stato l’11 settembre 1943) nella lotta per la liberazione dell’Italia dallo straniero e dalla dittatura fascista.
• La sua condotta nella lotta partigiana è stata esemplare e patriottica, il suo gruppo (come del resto tutti i gruppi della Pedemontana) ha sempre goduto del sostegno delle contrade e della famiglie, che hanno donato ai “combattenti per la libertà e la giustizia” rifugio, cibo, calore umano, protezione (dalla fame, dal freddo, dal sonno). Così Attilio con il suo gruppo ha portato avanti il suo impegno dal settembre 1943 ai giorni della Liberazione, 25 aprile 1945 e giorni successivi, che hanno visto i partigiani in azione a Lugo, a Thiene, a Breganze, Mason, Schiavon e altri centri della Pedemontana.
• E dopo la Liberazione, con la conquista finalmente della pace, della libertà, della partecipazione democratica e del diritto ad impegnarsi alla costruzione di una società più giusta per tutti, Attilio, ha dedicato il suo tempo alla famiglia, alla società. Si è trasferito a Lugo di Vicenza e ha sposato Mariola. Hanno avuto due figlie e una lunga vita insieme. E’ stato operaio presso la cartiera “Burgo”; poi ha fatto il commerciante nel settore tessile e ha aperto pure un negozio di tessuti a Gorizia.
• Non ha trascurato, tuttavia, gli ideali della sua giovinezza. E’ stato presidente dell’ANPI di Thiene per quindici anni (poi l’hanno eletto presidente onorario). Fino all’ultimo è stato componente del Comitato Provinciale ANPI di Vicenza; partecipe, rispettato e ascoltato.
• Presente a tutte le manifestazioni in onore e in memoria dei caduti partigiani e civili della Liberazione; presente nelle scuole per trasmettere ai giovani l’amore per la libertà, per la democrazia, per la storia, per lo studio, per il loro avvenire. Presente, con la cara Mariola, ai tanti eventi culturali e patriottici.
• Attilio ero solito dire: “Noi siamo ancora impegnati per la democrazia, la giustizia, la libertà”. E chiedeva il rispetto e l’applicazione della Costituzione “per ritrovare la strada giusta, per l’educazione delle nuove generazioni e soprattutto per il bene dell’Italia”.
• Attilio mancherà ai suoi Cari, ma anche a tutti noi come uomo, cittadino, amico e compagno. Ci lascia però un grande esempio e un grande insegnamento. Ora dovremo impegnarci di più, anche per lui. “Grazie Attilio, della preziosa eredità che ci lasci; la metteremo a frutto; grazie e addio, che per i credenti è arrivederci nella pace. Ciao “Tilietto”!
tilietto

Written by: auserthiene