25 APRILE

Tutti gli anni ci ritroviamo a percorrere i sentieri dei nostri cimiteri per rendere omaggio ai Partigiani, che vi riposano. Sono Giovani che, rischiando carcere, persecuzioni, torture, consapevoli di mettere in gioco anche la loro stessa vita, hanno voluto fare una scelta chiara di contrapposizione alla dittatura e di riconquista della liberta’. Questi Ragazzi, che ancora oggi piangiamo e onoriamo, avevano dei sogni da proporre, degli ideali da realizzare: volevano un mondo finalmete pacificato, giusto, onesto, generoso, un mondo umanamente migliore. Tutti quelli di loro, sopravvissuti alla guerra, si sono impegnati a realizzare i loro sogni e i loro ideali di democrazia per tutti gli italiani, donandoci delle leggi più’ giuste e offrendoci una Costituzione, che fino dalla sua promulgazione e’ stata considerata la migliore del mondo. Nel tempo, anche la nostra Costituzione ha evidenziato la necessita di qualche piccolo aggiornamento. Ma, dietro lo slogan tanto ricorrente quanto pretestuoso e assurdo: “ce lo chiedono gli italiani”, ci viene presentato, per essere appovato fra qualche mese attraverso il Referendum confermativo, un testo che ne stravolge tutta l’intelaiatura democratica.Credo che nei prossimi mesi dovremmo pacificamente valutare come e quanto i Partigiani, che oggi siamo venuti a onorare e ringraziare per il loro sacrificio, si sentirebbero traditi da noi se noi domani esprimessimo un voto favorevole ad accogliere nel nostro ordinamento una legge fondamentale del nostro stato, irrispettosa dei loro sogni, dei loro ideali e della loro idea di liberta’ e di giustizia.

Thiene, 23.04.2016

Eligio Bonato

Dico la verità, mi sento alquanto emozionato. E’ la prima volta che parlo in questo luogo significativo, in questa piazza dedicata alla grande anima del Comandante Giacomo Chilesotti. 

Ma sono anche orgoglioso di potere pubblicamente onorare i partigiani. Quella della Resistenza infatti è storia non ancora archiviata. Su di essa non è caduta la polvere delle cose trascorse. La nostra società e i valori su cui è impostata è emanazione diretta della resistenza partigiana. Un cordone ombelicale, che ci dà respiro, ci lega ancora oggi alla Resistenza. 

Sono attualmente frequentatissime le celebrazioni partigiane nell’arco dell’anno. Fioriscono pubblicazioni, incontri, dibattiti, escursioni sui luoghi della lotta, anche con le scuole, con gli studenti. 

Fino a 15-20 anni fa non era così. Io nella mia carriera scolastica ho avuto insegnanti che ricordo con profondo affetto perché mi hanno dato tanto sotto il profilo culturale ed umano, ma non ho mai sentito parlare di Resistenza. Eppure ho fatto le elementari a 300 m dal cippo dove cadde Silva. Anche nei libri scolastici la storia si fermava alla Prima Guerra Mondiale, oltre non si andò mai ai miei tempi di studente.