Appunti per il viaggio del 7 maggio Bentivoglio-Marzabotto-Montesole

VIAGGIO DEL 7 MAGGIO

  • Museo della Civiltà Contadina e della canapa di Bentivoglio (Bologna)
  • Marzabotto e Parco di Monte Sole 

Bentivoglio

Visita guidata al Museo della Civiltà Contadina e della Canapa "G.Romagnoli" di Bentivoglio Tra i più antichi musei etnografici della regione, ospita la raccolta organizzata a partire dagli anni '50 del Novecento dal commendatore Giuseppe Romagnoli, appassionato conoscitore della civiltà contadina della Pianura bolognese, con l'intento di lasciare alle generazioni future una testimonianza tangibile delle tradizioni e della vita del passato nelle campagne. Il patrimonio si compone di numerose attrezzature e macchine un tempo utilizzate nel lavoro dei campi” Il museo si compone di numerose sezioni e mostre e offre servizi e varie opportunità per organizzare la visita. Offre tra l’altro due percorsi guidati “Dalla barbabietola allo zucchero” e “Coltivazione e usi della canapa”. Dati i limiti di tempo a nostra disposizione e l’attualità della produzione di canapa abbiamo scelto di prporre ai partecipatnti la visita guidata al museo della canapa ( una ora e tre quarti) che presenterà le diverse fasi di produzione e lavorazione della canapa, dalla semina alla coltivazione, fino alla sua trasformazione in fibra tessile.. Resterà un po’ di tempo per una escursione libera (una ora circa) nel sito che espone attrezzi utilizzati nelle varie attività agricole, e oggetti di uso quotidiano nelle case rurali. Particolarmente interessante è la raccolta di locomobili - motori elettrici, a vapore o a combustione interna, posti su un'intelaiatura e facilmente trasportabili, un tempo utilizzati sia per l'agricoltura che per i lavori stradali - e di macchine trebbiatrici.

Coltivazione e usi della canapa - Visita guidata alla sezione espositiva dedicata alla coltivazione e alla lavorazione della canapa. La visita offrirà la possibilità di approfondire un capitolo importante della storia economica bolognese tra età moderna e contemporanea. Dal mese di maggio sarà inoltre possibile entrare nel campo della canapa, dove si potranno comprendere meglio le forme e le dimensioni di una pianta che, una volta matura, supera i tre metri d’altezza. Durata: 1,45 h

La coltivazione della canapa in Emilia-Romagna, storicamente radicata specialmente nel ferrarese, è in fase di forte rilancio come risorsa sostenibile per bioedilizia, tessuti, alimentazione e cosmesi. Questa coltura a basso impatto ambientale richiede semi certificati (THC ) e trova applicazione nei settori industriali e della salute. 

La Rinascita della Filiera

  • Progetti di filiera: Realtà come Whole Lotta Hemp lavorano per ricostruire una filiera corta in regione, coinvolgendo agricoltori locali per la produzione di fibra e canapulo.
  • Sperimentazione e Sviluppo: Il Consorzio Canapaitalia, insieme alla Provincia di Ferrara, ha promosso la sperimentazione e lo sviluppo di impianti di stigliatura (lavorazione della fibra).
  • Aspetti Agronomici: La pianta si adatta bene ai terreni della Pianura Padana, necessitando di buona nutrizione azotata e poca acqua rispetto ad altre colture intensive. 

Usi della Canapa Industriale (Canapa Sativa)

  • Bioedilizia: Il canapulo, la parte legnosa del fusto, unito alla calce, crea un materiale isolante, leggero e resistente per costruzioni ecosostenibili.
  • Tessile: Storicamente, la regione, e in particolare Ferrara, era tra le più grandi produttrici europee di fibra di canapa per corde, vele e tessuti.
  • Alimentare: Dai semi si ottengono olio, farina e semi decorticati, ricchi di Omega-3 e Omega-6.
  • Cosmetica: L'olio di canapa è utilizzato in creme e lozioni per le sue proprietà lenitive e antinfiammatorie.
  • Energia: La parte legnosa è ottima per la produzione di biomassa. 

Storia e Luoghi

  • I Maceri: Testimonianza del passato sono i "maceri", antichi bacini artificiali utilizzati per la lavorazione della fibra.
  • Musei: Il Museo della civiltà contadina di Bentivoglio a Bologna documenta la storica importanza della canapa nella regione. 

La produzione di canapa in Italia ha vissuto un andamento storico a "U", passando da una posizione di leader mondiale nei primi del Novecento a una quasi totale scomparsa, per poi riscoprire una nuova crescita negli ultimi anni, con impatti occupazionali differenti a seconda del periodo e della regione. 

Ecco un’analisi della produzione e dell'occupazione negli anni:

Il Passato Glorioso (Inizio '900 - anni '40)

  • Contesto: L'Italia era il secondo produttore mondiale di canapa dopo l'Unione Sovietica, con punte di 90.000 ettari coltivati.
  • Regioni Chiave: La produzione era localizzata principalmente in Emilia-Romagna (province di Bologna e Ferrara), seguita da Veneto (Rovigo), Piemonte (Torino e Cuneo) e Campania (Napoli e Caserta).
  • Occupazione: Il settore agricolo e di prima trasformazione impiegava decine di migliaia di persone. Nel 1938, nella sola provincia di Ferrara, si contavano oltre 7.200 conferenti (agricoltori), mentre in quella di Bologna oltre 6.000. In Campania, la zona di Marcianise (CE) era un centro nevralgico con un'alta concentrazione di manodopera dedicata alla lavorazione. 

Il Declino (anni '50 - anni '90)

  • Contesto: L'avvento delle fibre sintetiche e il ridimensionamento delle aziende tessili italiane portarono a un drastico calo della produzione.
  • Occupazione: L'occupazione nel settore agricolo e industriale della canapa è crollata drasticamente fino a quasi scomparire negli anni '80 e '90. 

La Riscoperta (dagli anni '90 - oggi)

  • Contesto: Dopo la quasi scomparsa, la produzione è ricominciata grazie ai contributi europei e, in seguito, alla Legge 242/2016, che ha promosso la coltivazione per usi industriali, alimentari e bioedilizia.
  • Dati recenti: Dagli appena 183 ettari del 2010, si è passati a una stima di oltre 4.000 ettari nel 2018.
  • Regioni Chiave Attuali: La coltivazione è tornata a diffondersi in diverse regioni, con la Campania che mantiene una presenza significativa (circa 200 ettari nel 2018) insieme a regioni del Nord come Veneto ed Emilia-Romagna.
  • Occupazione: La nuova filiera (agro-industriale) genera occupazione principalmente attraverso nuove aziende agricole e start-up che lavorano la canapa per la produzione di olio, farine, materiali per l'edilizia e bioplastiche. La produzione di "canapa industriale" nel settore indoor/serra ha creato nuove figure professionali specializzate, con un alto valore aggiunto per ettaro rispetto alla coltivazione tradizionale. 

Vogliamo dare un cenno anche alla produzione dello zucchero Dalla barbabietola allo zucchero - Visita guidata alla sezione espositiva dedicata a una delle più importanti colture industriali del Novecento. Attività in laboratorio per misurare il tenore di zucchero in barbabietole morfologicamente diverse. Durata: 2 h

L'Emilia-Romagna è il cuore pulsante della produzione saccarifera italiana, ospitando a Minerbio (BO) uno degli zuccherifici COPROB–Italia Zuccheri chiave del Paese. La filiera trasforma le barbabietole in zucchero 100% italiano attraverso lavaggio, diffusione, depurazione e cristallizzazione, lavorando circa 12.000 tonnellate di prodotto al giorno. La Regione sostiene la filiera con aiuti specifici, inclusi 1,8 milioni di euro previsti per il 2025. 

Questo video mostra il processo di trasformazione della barbabietola in zucchero in uno stabilimento:

Ecco i dettagli principali della filiera:

  • Produzione e Lavorazione: L'Emilia-Romagna detiene la maggiore superficie coltivata a barbabietola da zucchero in Italia. Lo zuccherificio di Minerbio trasforma le barbabietole, producendo zucchero bianco attraverso un processo naturale di purificazione, cristallizzazione e centrifugazione.
  • Sostenibilità: Il processo è integrato, con il recupero dell'acqua utilizzata e la trasformazione dei sottoprodotti (polpa per alimentazione animale e melasso per biogas o lievito).
  • Sostegno al Settore: La Regione Emilia-Romagna promuove la bieticoltura attraverso aiuti "de minimis" e fondi regionali (come i 1,8 milioni stanziati nel 2025) per mantenere la competitività [2, 8, 12].
  • Progetti di Filiera: COPROB è all'avanguardia con progetti sostenuti dal PSR Emilia-Romagna (come indicato nella pagina PSR Emilia Romagna - Coprob) per migliorare la gestione idrica e dei fertilizzanti.
  • La Campagna: La campagna di semina parte solitamente all'inizio di marzo, coinvolgendo migliaia di ettari. 

La produzione si concentra sulla qualità, affrontando le sfide climatiche per garantire lo zucchero 100% italiano

impatto Occupazionale

Agricoltori: Circa 7mila aziende produttrici restano coinvolte nella filiera (dati 2019), un numero in netto calo rispetto al passato.

  • Lavoratori Industriali: La chiusura degli zuccherifici ha portato alla perdita della maggior parte dei posti di lavoro diretti negli zuccherifici del Centro-Sud e di gran parte del Nord, con l'eccezione del polo emiliano. 

Conclusioni
L'occupazione nella produzione di zucchero in Italia è oggi ridotta al minimo storico, con la filiera quasi totalmente concentrata in Emilia-Romagna, rendendo il paese un importatore dell'80% del suo fabbisogno di zucchero

Marzabotto e Parco di Monte Sole 

Marzabotto (arrivo alle ore 11:15 - 12 ) con accoglienza dell'Auser di Marzabotto. Visita guidata al Sacrario E' stato edificato dopo i tragici eventi della seconda guerra mondiale onde ricordare degnamente tutte le vittime di guerra pietosamente raccolte in quelle martoriate terre. Nel Sacrario sono stati riuniti sinora i resti di 778 vittime civili e di partigiani deceduti nelle varie località del Comune di Marzabotto.
La maggior parte delle vittime cadde nella feroce rappresaglia scatenata tra il 29 settembre ed i primi di ottobre del 1944.